Il seminario, promosso dall’Associazione REV Green nell’ambito del progetto GAL Terre di Argil, ha affrontato le sfide globali e locali del sistema rurale, evidenziando come l’identità sia una relazione e non un limite. L’evento ha posto l’accento sulla necessità di ridefinire i paradigmi produttivi post-industriali, passando dalla frammentazione settoriale a una trasversalità di filiera basata su aggregazione, dialogo e strategie comuni.
Principali criticità
- Impoverimento del capitale umano e frammentazione sociale ed economica.
- Abbandono scolastico, alta percentuale di NEET, disoccupazione femminile e fenomeni di caporalato.
- Riduzione di servizi e welfare, con un conseguente indebolimento delle comunità rurali.
Prospettive e opportunità
- Promozione di modelli virtuosi come Gruppi di Acquisto Solidale, cooperative di comunità e iniziative auto-imprenditoriali.
- Crescente attenzione ai valori etici, ambientali e alla sostenibilità sia da parte di produttori che consumatori.
- Valorizzazione dei beni comuni, intesi come risorse indispensabili per soddisfare bisogni fondamentali e stimolare una gestione condivisa e partecipata.
Riflessione sui beni comuni
Seguendo il pensiero di Stefano Rodotà, i beni comuni rappresentano risorse materiali e immateriali gestite collettivamente per affrontare crisi ecologiche, disoccupazione e frammentazione sociale. Esperienze come orti urbani e giardini condivisi offrono modelli di mutualismo e sostenibilità, promuovendo una responsabilità reciproca tra umani ed ecosistemi.
Conclusione
Il seminario ha sottolineato l’urgenza di adottare un approccio innovativo e collaborativo per rigenerare il sistema rurale, promuovendo valori autentici e sostenibili in grado di rafforzare il tessuto sociale ed economico.




