Coniugare analisi politica ed evoluzione tecnica per creare una sinergia tra sapere e politica, volta a promuovere lo sviluppo rurale.
Contesto:
La Politica Agricola Comune (PAC), introdotta nel 1962, ha subito numerose riforme per rispondere alle esigenze emergenti del settore agricolo e dei cittadini. L’ultima riforma (2023-2027) si focalizza su tre obiettivi generali:
- Garantire un settore agricolo competitivo e resiliente.
- Promuovere la tutela ambientale e l’azione per il clima.
- Rafforzare il tessuto socioeconomico delle aree rurali.
Questi obiettivi sono suddivisi in nove obiettivi specifici, con un focus sulla modernizzazione attraverso innovazione e digitalizzazione.
Strategie di sviluppo locale:
La PAC 2023-2027 adotta un approccio partecipativo tramite i Piani Strategici e l’approccio LEADER (Liaison Entre Actions de Développement de l’Économie Rurale). LEADER trasferisce la pianificazione alle comunità locali, favorendo sviluppo endogeno e valorizzazione delle risorse territoriali.
Caratteristiche dell’approccio LEADER:
- Iniziativa comunitaria: Introdotta nel 1991 come risposta al fallimento delle politiche top-down nelle zone rurali.
- Obiettivo: Coinvolgere popolazioni locali come attori dello sviluppo e non solo beneficiari.
- Evoluzione: Da strumento sperimentale a componente obbligatoria della politica di sviluppo rurale, coinvolgendo oltre 2.400 territori.
- Espansione: Durante il periodo 2014-2020, applicata anche in aree urbane e di pesca.
Impatto:
Lo sviluppo rurale partecipativo mira a risolvere sfide come il cambiamento climatico e il ricambio generazionale, promuovendo occupazione, crescita inclusiva e sostenibilità. Le strategie si basano su analisi dei bisogni locali, coinvolgendo attori istituzionali, economici e sociali.
Conclusione:
Il convegno ha sottolineato l’importanza di politiche integrate, partecipative e innovative per affrontare le sfide attuali e future del settore agricolo e delle aree rurali.
Video Report: Angelo Frascarelli, Università degli studi di Perugia
Focus: Angelo Frascarelli, Università degli studi di Perugia




